Grazia Varisco — Schema Luminoso Variabile “R + 3 Quadrati” (1964)
1964 – Legno dipinto, metacrilato blu, neon, motore
Realizzato nel 1964, Schema Luminoso Variabile “R + 3 Quadrati” appartiene al nucleo seminale e museale della prima ricerca cinetica di Grazia Varisco, artista centrale dell'Arte Programmata italiana e membro fondatore del Gruppo T insieme a Gianni Colombo, Davide Boriani, Giovanni Anceschi e Gabriele De Vecchi. In questi anni Varisco ha definito un'opera “aperta” in continua trasformazione, dove la percezione non è fissa ma continuamente rinegoziata attraverso la luce, lo spazio e il tempo.
Quest'opera unica orchestra una struttura in legno dipinto, metacrilato blu e una sorgente al neon in una sequenza controllata, attivata da un motore elettrico. Il risultato è un ritmo visivo calibrato: intervalli luminosi, filtrati cromaticamente, generano vibrazioni mutevoli che riformulano lo spazio circostante e collocano lo spettatore all'interno del meccanismo percettivo dell'opera. È una rigorosa proposta geometrica che diventa sensoriale: una sintesi emblematica del linguaggio tecnologico e dell'intelligenza poetica degli anni '60, e una testimonianza storicamente importante dell'ethos sperimentale condiviso all'interno del Gruppo T.
La presenza istituzionale internazionale di Varisco – opere conservate in importanti collezioni tra cui il MoMA (New York), la Tate Modern (Londra), il Centre Pompidou (Parigi) e il MART (Rovereto), e rafforzata da importanti retrospettive a Milano – ha accresciuto l'attenzione degli studiosi e la domanda di mercato per la sua prima produzione cinetica. Nelle ultime stagioni, opere storiche di luce e motore comparabili degli anni '60 sono state quotate in borsa nella fascia di prezzo tra i 170.000 e i 220.000 euro (Sotheby's, Christie's, Artcurial, 2023-2024), con risultati d'asta che hanno raggiunto circa i 220.000 euro, a sottolineare l'importanza di investimenti in esemplari rari e fedeli al periodo. Come opera giovanile originale, meccanicamente integrata, quest'opera rappresenta il tipo di oggetto da collezione basato sulla scarsità e sulla provenienza, che si colloca all'intersezione tra l'innovazione italiana del dopoguerra, la convalida museale e la competenza a lungo termine.
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