Agostino Bonalumi — Blu (2007)
2007 – Tela estroflessa, acrilico
Agostino Bonalumi (1935–2013) è tra le figure più significative dell'arte italiana del dopoguerra e maestro riconosciuto a livello internazionale dell'"estroflessione", un linguaggio radicale che ha ridefinito i confini tra pittura, scultura e spazio architettonico. Strettamente allineato a Piero Manzoni ed Enrico Castellani, con i quali ha co-fondato la seminale piattaforma Azimuth nel 1959, Bonalumi ha perseguito una rigorosa indagine sulla tela tesa, sulle sporgenze controllate e sul mutevole rapporto tra luce, ombra e forma. Il suo prestigio istituzionale è consolidato dalla ripetuta partecipazione alla Biennale di Venezia (1966, 1970 - sala personale, 1986) e dalla presenza delle sue opere in importanti contesti museali, tra cui la Tate Modern e il Centre Pompidou.
Blu (2007) appartiene al periodo maturo dell'artista e condensa la sua pratica in un unico campo monocromo animato da rilievi ingegnerizzati ricavati dalle strutture sottostanti. La superficie blu appare al tempo stesso assoluta e attiva: la luce sfiora le estroflessioni producendo vibrazioni e ombre in evoluzione, trasformando la tela in un corpo tridimensionale dalla percezione spiccatamente scultorea. Proveniente da una collezione privata e concepita come un'opera unica, si colloca al centro di ciò che i collezionisti più esigenti ricercano in Bonalumi: composizioni monocrome estroflesse che articolano il suo contributo più riconoscibile e storicamente significativo all'astrazione europea del dopoguerra. L'attenzione del mercato per Bonalumi si è rafforzata negli ultimi anni, supportata dal riconoscimento istituzionale e da importanti risultati d'asta, tra cui il record di 868.000 euro per Rosso (1967, Christie's Londra, 2022), a conferma della rilevanza a lungo termine di esempi museali come questo.
Dettagli tecnici
Potrebbe anche piacerti